Nella prima metà del I sec. a.C. nello specchio d’acqua antistante Cala Minnola, sul versante orientale dell’isola di Levanzo, si consumò l’affondamento di una nave oneraria romana carica di anfore vinarie di tipo Dressel 1b. Il relitto, sottoposto a frequenti saccheggi, giace a 27 metri di profondità. Nel 2005 i resti del carico di anfore e di frammenti di vasellame a vernice nera vennero portati tutti alla luce. Dello scafo si è solo indiziata la presenza attraverso pochi frammenti lignei e i tubi di sentina. Le anfore, rivestite internamente di pece, erano adibite al trasporto del vino; tuttavia non è improbabile pensare che le stesse anfore giunte sull’isola cariche di vino potessero essere poi riutilizzate per contenere il garum prodotto nello stabilimento di Punta Altarella. Nel corso degli scavi è stata rinvenuta un’anfora recante sulla spalla un bollo con la scritta PAPIA. È probabile che tale bollo riporti il nome di una influente famiglia romana di produttori agricoli che esportava vino nel Mediterraneo. Le anfore del relitto di Cala Minnola giacciono sul fondo del mare nella loro originale posizione. Da luglio 2006 è attivo un sistema di telecontrollo che trasmette le immagini dei fondali con i resti del carico a Favignana presso lo Stabilimento Florio.